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Musica dance

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Per Dance Pop si intende l'insieme dei generi musicali che gravitano intorno al mondo della discoteca e sono concepiti per essa. Dunque è un prodotto musicale legato al lavoro dei DJ e delle radio che trattano il genere.

 

È caratterizzata da ritmiche in 4/4, campionamenti e sonorità che cambiano nel tempo a seconda delle tendenze del momento.

 

 

 

 

Indice [nascondi]

1 Storia

1.1 Gli anni settanta

1.2 Gli anni ottanta

1.3 Gli anni novanta

1.4 Gli anni 2000

2 Strumenti

3 Evoluzione

4 Voci correlate

5 Collegamenti esterni

 

 

 

[modifica] Storia

 

[modifica] Gli anni settanta

Per approfondire, vedi la voce Disco music.

 

La nascita della musica "da discoteca" si fa risalire alla metà degli anni settanta, lo stesso periodo in cui nasce il concetto proprio di "discoteca" come viene inteso anche oggi. L'esplosione del successo di questo genere musicale avviene alla fine del 1977 ed il 1978 verrà ricordato come l'anno del decennio settanta più produttivo per le canzoni di questo genere. In questo periodo si conia il termine "disco music". I primi successi sono in pieno stile Funky e Soul con aggiunta di basi elettroniche ritmate.

 

Gli artisti - esponenti principali sono: KC and the Sunshine Band, Gloria Gaynor, gli CHIC, gli Earth Wind and Fire e Barry White. A questi vanno aggiunti Donna Summer (col produttore Giorgio Moroder), i Bee Gees ed i Village People che si distinguono dal primo gruppo citato per le sonorità più melodiche.

 

Nel periodo in cui spopola la disco music in Italia non si hanno protagonisti né produttori di rilievo. S'identifica con "One for you, One for me" (anno 1979) dei La Bionda (successivi creatori dei "Righeira") uno dei primissimi veri successi "dance" di produzione italiana. Nello stesso periodo un team di musicisti italiani capeggiati da Mauro Malavasi e Paolo Gianolio, con l'aiuto di vocalist statunitensi, tra i quali Luther Vandross daranno vita ai Change, per i quali ci saranno anche nomination ai famosi Grammy Awards. A seguire verrà "Gioca Jouer" di Claudio Cecchetto del 1980.

 

 

[modifica] Gli anni ottanta

L'affermazione della musica da discoteca si è avuta anche grazie al mestiere del "disc jockey" (o "dj"). Questa nuova figura, che nello studio di produzione affianca la sua esperienza e la sua conoscenza della musica a quella del musicista, ha creato fin dai primi anni ottanta, un nuovo modo di concepire la musica da discoteca.

 

Se la disco music era prevalentemente suonata dal vivo da vere e proprie orchestre, mentre la musica elettronica dei grandi come Giorgio Moroder, Vangelis e Kraftwerk usciva da macchine come i moog, negli anni ottanta i dj iniziano non solo ad usare suoni generati dai sintetizzatori, ma a fonderli con spezzoni campionati dai dischi del passato e con nuovi elementi vocali.

 

Anche la Synthpop/New Romantic, nata tra i fine anni settanta e i primi anni ottanta, svolse un importante ruolo nello sviluppo della musica Pop elettronica, con gruppi come Depeche Mode, Eurythmics, The Human League, Kraftwerk, Soft Cell, Ultravox e molti altri...

 

Negli anni ottanta quindi si iniziano a definire le suddivisioni tra generi di musica dance, dal filone house e techno della scena di Detroit e Chicago a quella europea ed italiana, meno legata al clubbing e più alla radiofonia ma comunque molto seguita dai clubbers.

 

Dalle innovazioni portate da nomi come Frankie Knuckles (pioniere della house music), in Europa si iniziano a comporre vere e proprie canzoni con il classico schema strofa-ponte-ritornello, ripreso dal mondo del pop-rock.

 

Si hanno così prodotti pop-dance provenienti dalla scena statunitense ed anglosassone: si ricordano i successi di Michael Jackson, Madonna, Whitney Houston e gli inglesi Depeche Mode, Erasure, Pet Shop Boys e Talk Talk. Si assiste anche all'esplosione del fenomeno della cosiddetta "italo-dance", la quale riscuoterà successo fino in America Latina e Giappone. Gli artisti di rilievo sono Savage, P. Lion, Righeira, Baltimora, Sandy Marton, Tracy Spencer, Spagna, Sabrina Salerno e Den Harrow.

 

Verso la fine del decennio si assiste ad una svolta: la dance orecchiabile e canticchiata dalla massa popolare, torna in secondo piano mentre nei club inizia a dominare house e soprattutto techno. Si fa risalire infatti al 1986 la nascita ufficiale della House Music come viene intesa ancora oggi e quindi della Club Culture. S'inizia ad assistere al fenomeno della nascita di grandi locali (spesso si tratta di vecchi edifici industriali) che propongono una musica alternativa e poco trasmessa dalle radio. La gente che frequenta questi ambienti è motivata non più dai potenziali incontri casuali che caratterizzavano le discoteche degli anni settanta e primi anni ottanta bensì dalla musica che viene suonata. È la nascita delle notti-sballo e purtroppo anche del fenomeno delle droghe "Ecstasy" (in forma di pasticche) che ha notevolmente infangato il mondo delle discoteche. I principali successi sono caratterizzati essenzialmente da sonorità elettroniche e testi ridotti a semplici messaggi: Your Love di Frankie Knukles (1986), Pump up the Volume dei M.A.R.R.S. (1987), Work it to the Bone (1987) di LNR e Theme From S-Express degli S-Express (1986) sono i principali successi del genere che verrà ricordato come Acid.

 

Nell'ottica delle sonorità più da club che da radio, l'Italia si distingue con progetti dal grande impatto come Black Box ( "Ride on time" ), 49Ers, Dj H e Cappella che riescono a sfondare nei mercati di tutto il mondo ed a entrare nelle classifiche inglesi, riconosciute come le più selettive d'Europa. Da citare inoltre i Technotronics, dal Belgio, con la celebre "Pump up the jam". Negli anni novanta la musica dance italiana sara' dominante e fatta conoscere nel mondo tramite il "Deejay Time" di Radio Deejay e i dj produttori Albertino, Molella, Fargetta e Prezioso.

 

 

[modifica] Gli anni novanta

Nei primi anni novanta il genere protagonista è la House Music: C&C Music Factory con Gonna make you sweat (Everybody dance now) , Inner City con Good life e Big Fun , Lil Louis con French Kiss , Crystal Waters con Gypsy Woman , FPI Project con Rich in Paradise e Snap con The Power sono gli esponenti internazionali più di rilievo. Questo nuovo genere si distingue dalla classica produzione di brani ballabili sia per la maggiore qualità degli arrangiamenti che per i testi (per la quasi totalità in lingua inglese) poco spensierati. Nello stesso periodo emerge e si contrappone alla House Music il genere "Techno", caratterizzato da un numero di battiti per minuto (BPM) maggiore e più aggressivo; pietre miliari sono senz'altro "The House of God" di DHS, "Pull Over" di Speedy Jay e "Night in Motion" di Cubik. Il genere "Eurodance", o come viene chiamato in Italia "commerciale" è ancora quasi del tutto in fase embrionale ma l'enorme successo che ottiene Twenty 4 Seven nel 1990 con "I Can't Stand It" non lascia dubbi sul potenziale del filone (che dominerà infatti incontrastato sia nel 1993 che nel 1994).

 

L'anno 1991 è quindi caratterizzato da notevolissimi successi Techno o House, ma molto poco commerciali; uno dei pochi successi di produzione italiana che rientrano invece nella classe "Eurodance" è Rockin' Romance di Joy Salinas. L'anno che segna il cambio di tendenza è il 1992. È infatti di quest'anno un brano che ancora oggi viene preso ad emblema di tutta la musica dance degli anni novanta: Rhythm is a Dancer degli Snap. Il brano, si distingue per la forte melodicità sia della musica che del testo, e senza dubbio si può affermare che segna l'inizio delle produzioni di grande successo tedesche. Altri successi sono la produzuione italiana "Please Don't Go" di Double U, Dur Dur D'Etre Bebè di Jordy e "Because The Night" di Co.Ro. insieme a Taleesa: le sonorità non sono particolarmente curate ma i ritornelli faranno epoca.

 

Il 1993 è l'anno che più si distingue per la qualità dei prodotti lanciati in pista e che non a caso sono indelebilmente rimasti nel ricordo collettivo; questo è l'anno più in equilibrio tra i vari generi: c'è la giusta dose di House, di Techno e di Eurodance. I maggiori successi sono: "Show me Love" di Robin S, "What is Love" di Haddaway, "All that She Wants" degli Ace Of Base, "Mr. Vain" dei Culture Beat, "More and More" di Captain Hollywood Project, "No Limit" dei 2 Unlimited.

 

Il 1994 è l'anno del decennio novanta più produttivo, proprio come lo era stato il 1978 per gli anni settanta, e le produzioni continuano con la dance più radiofonica. La musica euro house radiofonica influenza artisti e gruppi che normalmente non appartengono al filone; è il caso degli Snap (con "Welcome to tomorrow"), degli Afrika Bambaataa (con "Pupunanny") e di Elton John che insieme a Ru Paul riedita la sua "Don't Go Breakin' my heart". Le produzioni più notevoli sono di La Bouche ("Sweet dreams"), 2 Brothers on the 4th floor ( "Never Alone" e "Dreams" ), Dr. Alban ("Look Who's talking"), Reel 2 Real ("I Like To Move It"), 20 Fingers (con la censurata "Short Dick Man" ). Il 1994 è soprattutto anche l'anno delle produzioni italiane: i progetti come Corona ( "The rhythm of the night", cantata da Jenny B ), Ice Mc ( "Think About the Way","It's A Rainy Day","Take Away The Colour", la cui voce è quella di una giovane Alexia ), DaBlitz ( "Let Me Be" , "Take My Way", "Stay with me" e "Movin' On"), Aladino (che si servirà della voce di Taleesa, nel medesimo periodo anche solista) e Whigfield ( "Saturday Night" ), domineranno incontrastati le classifiche di tutta Europa e oltre. È di quest'anno anche l'ultimo grande successo dance di Spagna: "Lady Madonna". Si assiste quindi ad un lungo periodo di grande omologazione sonora, soprattutto nei prodotti provenienti da Italia e Germania. I Jestofunk lanciano con la voce di Ce Ce Rogers "Can We Live" che si distingue per essere stato uno dei pochi successi underground ad essere uscito dalle piste.

 

Il 1995 è l'anno in cui prendono piede sottogeneri come l'happy-hardcore e la rave che influenzano la dance per tutto il 1995: caratteristica peculiare di quest'anno è infatti l'aumento nella musica da ballare delle BPM, battute per minuto, le canzoni sono molto veloci, ricordiamo: KK - I Let You Go, Club House feat. Carl - Nowhere Land, Captain Hollywood Project - Flying High, Happyman - Love Is You e tantissime altre. Ed è anche l'anno della rivincita del genere House: dopo due anni consacrati alla musica dance , l'inizio della seconda metà degli anni novanta produrrà pezzi entrati nella storia e che non smettono, nemmeno oggi, di assolvere alla loro funzione di riempipista: The Bucketheads con "the Bomb-this sound fall into my mind" , Gusto con "Disco's Revenge", Strike con "You sure do", Dana Dawson con "3 is Family" e De'Lacy con "Hideaway" e l'indovinatissimo remix di "The return of the space cowboy" per Jamiroquai ad opera di David Morales marcano indelebilmente la storia della musica House da Club. L'anno successivo non è da meno: si ricorda il disco di Sandy B,"Make the world go round" (remixata anche nel 2002 dai Deep Dish), grande hit house anche oltre oceano, Boris Duglosh con "Keep Pushin'" e 5Am con "Heaven" . Todd Terry remixa "Missing" degli Everything but the girl.

 

Nel 1996 un artista italiano stravolge il mercato mondiale della dance. Inventando un nuovo sotto-genere della techno, la "Dream", Robert Miles lancia la hit mondiale "Children" (e a seguire gli altri successi "Fable" (1996) e "One & One" (1997)) che venderà in tutto la bellezza di 14 milioni di dischi in pochi mesi. Il suo sound è un mix di sonorità puramente elettroniche unite a suoni acustici (riprodotti utilizzando comunque synth e generatori sonori) come pianoforti, flauti e violini. Altre canzoni Dream sono Celebrate the Love e Dream di Zhi Vago, Gigi D'Agostino - My Dimension e tante altre. La dance commerciale si fa nuovamente da parte per lasciare posto a quella che molti chiamarono "Progressive" che seguirà anche nel 1997. Segue così un nuovo periodo di clubbing in cui il disco cantato quasi scompare lasciando spazio a melodie struggenti e sonorità che poi saranno in Europa assimilate alla "Trance". Le hit del periodo sono firmate da artisti come Mauro Picotto (che vedremo sotto il nome di R.A.F. by Picotto con "Bakerloo Symphony" e a seguire "Ocean Whisphers"), Mario Più, BBE (con "Seven Day and one week", grandissima Hit Europea progressive di fine 1996), e infine Gigi D'Agostino. Durante questo anno si hanno anche sprazzi di musica non solo orientata alla progressive: basti pensare al progetto Gala ,che segnerà gran parte della dance della seconda metà degli anni novanta con pezzi come "Everyone else inside" (1996), "Freed froom desire" (1996), "Come into my life" (1997), "Let a boy cry" (1997), o a Livin'Joy (progetto che curava anche altri come Alex Party o Lies In A Box) che quell'anno ci regalava "Don't stop movin'".

 

La svolta successiva si ha nel 1997 (non prima di un altro grande successo, del progetto Blackwood, "Ride on the rhythm"), anno in cui l'uso massiccio di campionatori porta alla ribalta quelli che diventeranno mostri sacri della dance mondiale, come i francesi Daft Punk ("Around the world") e l'inglese Norman Cook, in arte Fatboy Slim. Già noti nel mondo dei club da anni per la prima volta le loro produzioni diventano radiofoniche e conquistano il mercato. Nel 1997 e nel 1998 segue così una nuova ondata di dance-pop: le bpm sono più lente e il genere comincia lentamente a trasformarsi nella nuova dance che sfocierà nel 1999 e ad inizio millennio Sono evidenti le differenze anche all'interno degli stessi gruppi, il caso più eclatante è quello dei Datura che da canzoni techno di inizio decennio (Yerba del Diablo per esempio) e hit di metà decennio come The 7th Hallucination, Angeli Domini, Infinity (fatta con un altro importantissimo gruppo degli anni novanta, gli U.S.U.R.A.) cambiano sonorità in dischi come Sign e Voo-doo Believe che riscuoteranno comunque molto successo Altri dischi di successo sono "Barbie girl" dei danesi Aqua, "Feel it" di The Tamperer feat. Maya (Fargetta e Farolfi, il successone del 1998 che ha venduto 1.000.000 di copie in Inghilterra) "Restless" di Neja, "Elisir" di Gigi D'Agostino, "Up & Down" degli spagnoli Vengaboys ed in seguito "Blue" degli Eiffel 65 già noti diversi anni prima come Bliss Team, ma che trovano ora il successo mondiale vendendo milioni di copie e facendo concerti in tutto il pianeta.

 

La musica dance ammalia anche grandi artisti di fama internazionale: un esempio lampante è Cher che grazie a Believe (1998) torna ad essere una delle cantanti più famose del mondo e ritorna a vendere dischi a palate.

 

 

[modifica] Gli anni 2000

L'anno inaugurale del nuovo millennio viene considerato dagli appassionati del genere il periodo migliore per la dance italiana. Nonostante questo, sono brani di natura molto diversa a dominare le scene: si passa dalla house sofisticata di "GrooveJet" di Spiller (cantata da Sophie Ellis Bextor) alla trance di "Komodo/Save a soul" di Mauro Picotto, alla dance più allegra di "L'Amour Toujorus" di Gigi D'Agostino e "Tell me why" di Prezioso feat.Marvin al fenomeno dance-pop degli Eiffel 65 che dominano non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo.

 

La dance italiana subisce così una nuova omologazione e vede, come già successo in precedenza, l'uscita di un notevole numero di produzioni "calco" dei successi del momento, ma i motivetti orecchiabili d'inizio anni novanta sono rari.

 

I primi anni del nuovo millennio vedono il ritorno in Italia del fenomeno house: nei club si alternano sonorità funky campionate e stravolte come nel caso di "In the music" dei DeepSwing o di Tom Jones che fa remixare la propria "Sex Bomb" da Mousse T, il quale campiona "All American Girls" delle Sister Sledge.

 

L'Italia continua ad offrire quella che nel mondo viene chiamata "italodance". I protagonisti della scena rimangono quelli di fine millennio: dagli Eiffel 65 a Gigi D'Agostino che lancia diverse hit come "La Passion", "Super" e "Un Giorno Credi", da Alex MC ("Peace, Then War", "Fly With Me" e "Hidden World"), ai Dejoint ( "Just a game ", " This nation " ed "Uralia" )fino al trio Prezioso feat.Marvin e Molella.

 

La club culture prende nuovamente il sopravvento e stavolta il fenomeno house attinge alle sonorità funky anni settanta. Esempi notevoli di questo nuovo filone di House moderna sono senza dubbio: "Can Get Enough" dei Soulsearcher (1998), "Disco Down" degli House of Glass (2000), "Rise" dei Soulproviders (2000), Soul Heaven dei Goodfellas (2000), Rise Up di SunKids feat. Chance (vocalist dalla voce incredibilmente somigliante a quella di Aretha Franklin, nonché corista di Zucchero) (2000), Right On di Silicone Soul (2001), (Play)House Music di Louis Radio feat. Sabrina Johnston (2001), Black Water degli Octave One (2001) e Shined on Me di Praise Cats (2001). In questo periodo sorge anche un fortunato nuovo filone di House "Afro-Tribale" che vuole distinguersi per la sua ricercatezza ed esoticità. Della Tribal-House vanno senz'altro ricordati: Edony Clap Your Hands di Africanism (2000), Sume Sigh Sey di House Of Gypsies (2001), Coffee Beats vol.1 di Del Gado (2002), Linda di Martin Solveig (2002), Madan (Martin Solveig Remix) di Salif Keita (del 2002 ma che spopolerà nel 2003)

 

Un DJ italiano riporta in auge il genere Techno: Benny Benassi con la hit "Satisfaction" (successo mondiale del 2003), rispolvera i suoni pesanti ed ipnotici della techno dei primi anni novanta, creando un nuovo filone che molti etichettano come "electro", altri come "tech house".

 

Agli inizi del terzo millennio, inizia a dilagare però anche il fenomeno Napster: il pubblico sceglie di non comprare più musica originale ma di attingere ad internet come unica fonte di informazione e di assunzione di musica. Il genere “dance”, che da sempre ha avuto sul mercato una breve vita stagionale, è quello più soggetto alla pirateria on line e le compilations di musica da discoteca (le varie etichette come Hit-Mania, Hot Party etc.), subiscono un drastico crollo delle vendite. Immediata conseguenza è che, in breve tempo, le case discografiche iniziano ad investire sempre di meno nel settore.

Se agli inizi del decennio 2000 tutto lasciava presagire un nuovo periodo d'oro della musica dance, già l'anno 2004 mostra tangibili segni di crisi; di li a poco, in Italia si registra il minimo storico delle vendite. C’è un riconoscibile calo di creatività, le produzioni si fanno sempre meno frequenti e le radio boicottano il genere riponendo le speranze in altre soluzioni spesso antimusicali; scompaiono così dalle classifiche delle radio i grandi nomi che hanno fatto grande questo genere. Inoltre, programmi radiofonici dedicati al genere come il Dee Jay Time di Radio Dee Jay vengono soppressi. Artisti come Gigi D'Agostino, tentano di rinnovare il genere proponendo un nuovo concetto di musica dance, denominato "Lento - Violento", i dischi spaziano dai 90 bpm ai 135, e favoriscono così la sperimentazione di nuove tipologie di basso.

 

Dall’estero si assiste ad un ritorno quasi totale delle covers. Ma anche in questo caso, le campionature dei dischi del passato od addirittura di soli due o tre anni prima, descrivono al meglio la piena crisi creativa del settore. Di fatto, la musica dance è attualmente un genere sovrastato da sperimentazioni come l'electro minimale (chiamata anche tecno minimale).

 

A metà del decennio 2000 i tormentoni dance (che invece caratterizzarono gli anni ottanta e novanta) sono rarissimi: nel 2005 solo Bob Sinclair con il singolo “Love Generation”, riesce a catturare l’attenzione in modo imponente, con un genere elettronico pseudo dance dai tratti pop e house. Il successo verrà replicato l'anno seguente con il singolo "World, Hold on". Nello stesso anno Madonna ritorna al genere ballabile che la rese famosa negli anni ottanta: con l'album interamente elettronico “Confessions on the Dancefloor” ottiene un enorme successo, ed i vari singoli Hung Up (campionatura del brano Gimme Gimme Gimme degli Abba del 1979) , Sorry, Get Together e Jump, saranno i rari successi di genere negli anni 2005 e 2006. Anche Robbie Williams, produce singoli che risultano essere un misto di generi club culture: i primi singoli sono RudeBox e Lovelight (cover dell'omonima canzone di Lewis Taylor)

 

 

[modifica] Strumenti

Quello che viene comunemente inteso come "musica dance" è un susseguirsi di idee riprese e rilavorate con metodi nuovi a seconda della tecnologia del periodo in cui viene prodotta.

 

Dalla disco music degli anni settanta, suonata da vere e proprie orchestre, si passa negli anni ottanta ai primi studi di produzione in cui si alternavano macchine come lo storico Moog ai primi rack della Roland che comprendevano le indimenticate drum machine 303 e 909. Tutto già iniziava a venire gestito da un computer, collegato via midi agli hardware contenuti nei rack.

 

Negli anni novanta si iniziano a diffondere programmi-sequencer che sfruttano le capacità di computer anche casalinghi per suonare campioni di qualsiasi natura: ecco così l'avvento di programmi come Pro-Tracker o i primi Cubase che giravano su computer Amiga, Atari e i primi pc IBM. Questo però era un sistema dalle potenzialità limitate che non consentivano una qualità audio sufficiente per poter permettere la produzione di un disco.

 

Si ricorreva quindi comunque allo studio di registrazione in cui esperti fonici riportavano il brano, spesso nato dalla fusione del lavoro di dj e musicisti, in un banco mixer creando così il master finale.

 

L'avvento del nuovo millennio vede le tecnologie più sofisticate diventare alla portata di tutti: spariscono a poco a poco gli hardware e nascono i primi VST, cioè strumenti virtuali che sostituiscono in maniera egregia i vari generatori di suono.

 

I VST funzionano su praticamente tutti i motori, diffondendo così a macchia d'olio programmi come Logic Audio che diventa il più usato negli studi di produzione, Fruity Loops, che diventa il più usato amatorialmente e il classico Cubase che si è evoluto nel tempo.

 

2006 In questo anno sono nati i primi computer Apple Machintosh con processore Intel Core Duo, una rivoluzione nel campo dell'informatica, essi avendo una tecnologia x86, sono ora capaci di supportare oltre al sistema operativo Mac Os X, anche partizioni con Windows all'attivo, o in alcuni casi entrambi i Sistemi Operativi, contemporaneamente nello stesso momento facendoli girare in parallelo, tramite virtualizzazione (vedi Parallels, o VMWare Fusion). Questo permette nuovi orizzonti di produzione nell'ambito audio, un musicista infatti si può far permettere di far girare assieme Cubase SX 3 (per Windows) con Logic Pro 7.2.3 (per Mac). Attualmente si possono installare anche i vari programmi Windows direttamente su Mac Os X (tramite CrossOver, una rielaborazione del Wine per Linux). Un utente può quindi con un computer Machintosh creare uno studio di produzione Ibrido basato su due sistemi operativi contemporaneamente.

 

Si aprono quindi nuovi orizzonti per la musica Dance.

 

 

[modifica] Evoluzione

La storia della musica dance è stata caratterizzata da continue evoluzioni sonore ma soprattutto da una alternanza di periodi in cui le sonorità club si alternavano alle melodie più facili.

 

Questa alternanza è sempre stata accompagnata dalla nascita e la fine di diversi artisti, ma spesso si è verificata in base alla promozione fatta dalle radio nazionali quali Radio Deejay e Radio Italia Network.

 

Solo oggigiorno l'evoluzione della musica da discoteca sembra si sia fermata, probabilmente proprio a causa del fenomeno della pirateria che ne ha ucciso il mercato. Cosa significativa è anche una netta predominanza delle "Cover", vale a dire rifacimenti di vecchi successi. Di fatto, la maggior parte dei recenti tormentoni non sono altro che rivisitazioni dei testi e soprattutto delle sonorità di hits non solo degli anni settanta ed ottanta ma anche di metà anni novanta.

 

 

[modifica] Voci correlate

House music

Techno

Eurodance

Trance

Musica pop

Discoteca

Dj

Il Progetto musica elettronica • Electric cafè

Gruppi • Musicisti • Cantanti • Album • Generi e sottogeneri • Strumenti • Musica elettronica

 

Glossario musicale • Tecniche • Elenco generi musicali • Progetto musica • Auditorium • Portale Musica

 

 

 

[modifica] Collegamenti esterni

DANCETEQUE:La dance più commerciale del momento

 

LULTIMOZARRO: sito di musica italodance e hardstyle

 

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Musica_dance"

 

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